Fisica e filosofia nel serial televisivo LOST

domenica 1 febbraio 2009

Petizioni di principio




Tentiamo di dare una qualche sistematicità ai fenomeni osservati. 
Fino alla fine della quarta stagione, abbiamo incontrato tre soli tipi di apparente spostamento spazio-temporale, rispetto all'Isola.
1. un qualche sfasamento tra on- e off- island che dà luogo a:
 1.1 discrepanze nella datazione dell'arrivo sull'Isola di Juliet
 1.2 discrepanze nella datazione del concepimento di Ji Yeon da parte di Sun
 1.3 un incongruo risultato dell'esperimento del razzo condotto da Faraday
 1.4 l'arrivo sull'isola del cadavere del dottore della Kahana, prima che egli venga ucciso a bordo
2. dislocazione temporale della coscienza di chi si muove da e per l'isola al di fuori di certe rotte 
preferenziali, come:
 2.1 Desmond del 1996 che opera nel suo corpo del 2004 per trovare la propria costante
 2.2 Minkowski vittima della sindrome *unstuck in time*
 2.3 (per analogia) il topolino Eloise che opera nel suo corpo di qualche giorno prima per trovare la strada nel labirinto di Faraday e morire di lì a poco
3. spostamento dell'Isola, e di quanto la circonda entro un certo raggio, causato dal giro di ruota di Ben, che a sua volta viene sbalzato nel tempo e nello spazio - associabili intuitivamente a: 
 3.1 orsi polari sbalzati in Tunisia
 3.2 conigli Dharma spediti pochi millisecondi nel futuro
I primi due fenomeni - allo stato attuale delle nostre conoscenze - possono essere legati alle proprietà elettromagnetiche dell'Isola, che potrebbero simulare un sistema di riferimento in moto relativistico rispetto all'esterno - oppure curvare lo spazio come attorno ad un buco nero (magari rotante). Il terzo fenomeno, però, chiama in causa la fisica quantistica e la materia esotica, anche in virtù delle parole del dr. Halliwax (alias di colui che oggi sappiamo chiamarsi dr. Chang), che evocano l'effetto Casimir e dunque qualcosa di più complesso di una banale curvatura dello spaziotempo.
Abbiamo dunque spostamenti della coscienza, del corpo e di intere porzioni di realtà, che però paiono salvare le apparenze di una storia priva di paradossi, e addirittura preservare l'unitarietà della timeline, magari attraverso istantanei reboot delle coscienze dei soggetti coinvolti.
Tutto ciò, fino alla fine della quarta stagione, dicevamo.
Ci troviamo oggi, inizio della quinta stagione, di fronte ad un quarto e distinto fenomeno, che prende l'Isola come sistema fisso (potremmo dire, coscienti dell'improprietà, come spaziotempo assoluto) e che vede i Losties superstiti, insieme a Juliet, Faraday, Charlotte e Miles, venire sbalzati con il corpo in diverse epoche della storia dell'isola. L'espediente narrativo è eccezionale nella sua originalità: non più flashback, non più flashforward, bensì la visione, anzi la partecipazione in diretta, dei protagonisti agli eventi del passato dell'Isola (e magari, non lo sappiamo ancora con certezza, del suo futuro). Ma qui sorgono dei seri problemi, perché vediamo Alpert dare a Locke una bussola che in un momento diverso (futuro per Locke, passato per Alpert) servirà da segno di riconoscimento tra i due, allorché Locke comunicherà agli Others del 1954 che sarà il loro futuro leader. Non siamo di fronte ad un paradosso - almeno non ancora - ma incontriamo quella che in logica si chiama una petizione di principio, ossia l'includere tra le premesse l'affermazione della verità delle conclusioni. Più o meno l'opposto di una dimostrazione per assurdo. In altre parole, una dimostrazione fallace, non valida.
Siamo di fronte ad un ciclo di azioni auto-necessitanti, che danno a loro stesse la propria ragion d'essere: lo scopo apparente è quello di salvaguardare la coerenza della timeline, per cui ciò che doveva accadere è accaduto e non si può cambiare. Seguendo questa logica, staremmo assistendo ad una sovrascrittura della realtà che però non cambia il corso principale degli eventi, un po' come il corso del fiume di Paradiso XVII, 37-42
La contingenza, che fuor del quaderno 
de la vostra matera non si stende, 
tutta è dipinta nel cospetto etterno; 
necessità però quindi non prende 
se non come dal viso in che si specchia 
nave che per torrente giù discende.
C'è da chiedersi innanzitutto di chi sia il viso dell'osservatore che conosce il main course, da cui non ci si può allontanare, ma che non lo condiziona. 
Ma poi c'è da chiedersi anche, prima di questa riscrittura ad opera dei Losties e annessi - prima in senso assoluto - chi abbia fatto avere ad Alpert la bussola, e soprattutto chi abbia convinto Alpert che Locke fosse il leader predestinato. Perché possiamo anche apprezzare l'eleganza degli autori nel giocare sul filo del paradosso, ma una totale e letterale autoreferenzialità rischia di far implodere ben più della stazione Cigno.

6 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. a mio avviso, dopo la 5x03,noi stiamo assistendo in diretta non solo al passato dell'isola attraverso i viaggi temporali dei losties rimasti indietro, ma anche -e soprattutto- alla scrittura del passato dell'isola attraverso quei viaggi.come se il 1954 dipendesse, e fosse "sempre" dipeso, dal 2004 (ovvero dal giro di ruota) in una reciproca interazione di vari momenti della vita dei nostri.
    in questo contesto, il destino ha un ruolo fondamentale e tutto è accaduto perchè doveva accadere (anche il crash, altrimenti non ci sarebbe stato giro di ruota).
    il passato è sempre stato quello (what happened, happened), solo che noi adesso stiamo assistendo in diretta alla sua genesi.

    RispondiElimina
  3. E' proprio questo il problema: se il passato dell'Isola è sempre dipeso dagli eventi successivi al crash, allora l'Isola è un universo tangente alla timeline esterna - un loop che la tocca il 22/09/04. E' un mondo a parte, non un sistema di riferimento parallelo, coincidente o sfasato, rispetto al nostro.

    RispondiElimina
  4. Gli Altri secondo voi aspettavano lo schianto dell'aereo, anzi lo hanno provocato per fare in modo che eventi passati dell'isola si verificassero?

    RispondiElimina
  5. Bella domanda, Glorfindel. Forse Ben se lo aspettava, ma provocarlo non credo: la risposta definitiva ce la dà il season 2 finale. E' stato Desmond, e se lui - che è speciale proprio per quello? - non fosse stato sull'Isola, nulla del passato sarebbe stato scritto dai Losties. Tassello che si aggiunge all'idea che ho cercato di delineare nel post successivo ;)

    RispondiElimina
  6. Non credo che ben lo aspettasse, ma era evidentemente necessario: giro di ruota, salvataggio dal tumore di ben, ecc... senza quel crash, episodi ben precedenti al 2004 non avrebbero potuto essersi verificati, e quindi andavano "giustificati". Ragione per cui, a.e., micheal non può suicidarsi. evidentemente il suo essere in vita e in azione e interagire con altri losties innesca un corso di eventi che giustifica un passato altrimenti ingiustificabile.

    RispondiElimina

Lettori fissi