Fisica e filosofia nel serial televisivo LOST

giovedì 3 giugno 2010

Confession of a Lostaholic

Lostaholic lo son stata sin dall'inizio. E' stato un colpo di fulmine. Vista la prima puntata, ho capito che la passione sarebbe stata insana.
Nel tempo ho coltivato, quasi in modo maniacale, questo vizio. Ogni puntata forniva sempre quel qualcosa che andava ad alimentare quella voglia di sapere, scoprire, ipotizzare.

Io amavo Lost e Lost amava me. Alimentava, alzando anche parecchio la posta, la mia passione. Però, come spesso accade nelle storie di passione bruciante, arriva un momento in cui bisogna scrivere la parola "fine". Time to let go.
E Lost l'ha fatto.
Ed io mi sento come quelle fidanzate che, pur sapendo che la storia avrebbe avuto una fine, iniziano ad analizzare tutti i passaggi salienti della storia stessa. Iniziano a fare un bilancio e si scoprono intente a recriminare.

Lo confesso ... ... I'm not celebrating ... because you left ... you left me behind
Lost è andato avanti. Io invece sono rimasta indietro, mi ha lasciata indietro!

Sono rimasta indietro a chiedermi perchè lasciarsi in quel modo.
Sono rimasta indietro a chiedermi perchè non abbia voluto e potuto concedere anche a me il tempo per capire, ricordare e finalmente andare avanti.
Sono rimasta indietro a chiedermi perchè Lost, parafrasando le parole di Desmond, non abbia scelto la via del "I'm not here to hurt you, I'm here to help you ... to let go"
Sono rimasta indietro perchè non riesco ad accettare che "What's done is done"
Sono rimasta indietro a riflettere sulla famosa massima,"If we can't live together, we're going to die alone." E noi abbiamo vissuto insieme ...
Sono rimasta indietro perchè, proprio io e proprio alla fine, non riesco a dire "I believe you. I don't understand you, but I believe you".
Sono rimasta indietro a rimuginare che "I didn't sign up for this"
Sono rimasta indietro a riflettere in merito a "...blindly following someone in the hopes that they'll lead you to whatever it is you're looking for"
Sono rimasta indietro a compatirmi per aver dimenticato che è sempre stato " ... a leap of faith"
Sono rimasta indietro a consolarmi ricordando che ... "You're not the only one who didn't find what they were looking for".

Il pastore cristiano potrebbe dirmi "The problem is you're just not good at letting go."

E' probabile, sono una Lostaholic ... la speranza è che ... "We're all convinced sooner or later" ...


8 commenti:

  1. ... e pensare che la mia compagna mi ripete sempre: "fuma e bevi meno" ;)

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  2. Seppure con un tono estremamente malinconico, il tuo intervento, come sempre, tocca le corde giuste.

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  3. Come ogni dipendenza Lost porta con sé quella sensazione di diverso e di speciale… Speciali diventano così i luoghi, i personaggi, la trama, fino ad aspettare, quasi con ansia, il giorno in cui “esce” la puntata, per controllare… a che punto siamo!
    Se poi, oltre alla componente alcolica, si aggiunge - come raffigurato da Virginia – quella del gioco, della scommessa (la “posta” più alta messa sul piatto ad ogni mano, ad ogni puntata, ad ogni stagione)… beh, il “pastore cristiano” dovrà dimostrasi molto convincente nell’indicare a tutti la strada, perché non proprio tutti quelli (gli spettatori) che avevano trovato la loro anima gemella (Lost) sono pronti ad andare oltre…
    Del resto con Lost ( "We're all convinced sooner or later" ) è tutta una questione di… tempo!

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  4. Salve a tutti! Vi seguo da molto tempo e solo ora mi son deciso a scrivervi. Ho visto solo domenica sera il finale e sono ancora un po' "straniato", devo lasciar sedimentare un po' di cose. Anch'io, come Virginia, sono (stato?) un Lostaholic. Ma la season 6 e soprattutto il finale - senza la possibilità per gli autori si alzare ulteriormente la posta in gioco...o di bluffare? - mi ha fatto l'effetto di un classico showdown pokeriano e adesso ho sensazioni frammentate. Qua e là, negli interstizi dell'ultima stagione, subodoravo un finale con retrogusto dolce/amaro. Ma non so (ancora) nemmeno se posso definirlo così. Di sicuro, la stagione è stata per me terapeutica: ha fatto di tutto per farmelo rimpiangere un po' di meno e per guarirmi dalla dipendenza (?).
    Una question, forse molto banale, ma semmai mi scuso in partenza: ma la scena finale (quella dopo l'eye wide shut di Jack) in cui ci viene mostrata la spiaggia con i residui del crash aereo come se l'incidente si fosse appena verificato, secondo voi, è un ulteriore twist ending? Io, di primo acchito, ho fatto questa banale associazione:
    Jack (e Vincent) -> unici provvisori survivors al crash,
    tutti i flashback -> veri,
    tutta la vicenda on island -> allucinazione/sogno di Jack fra l'impatto e la vicina morte,
    la sideways -> o in parte aderente a quel che ci viene detto (e dunque una dimensione post-mortem dello stesso Jack con i flash come punto di aggancio a quei fatidici minuti di allucinazione on island da parte del protagonista, oppure un ulteriore escheriana allucinazione nell'allucinazione, oppure???

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  5. steph, io e te dobbiamo avere delle affinità elettive!!! Dopo la visione dell'episodio finale ho espresso agli amici PopCorn, Faramir e Glorfindel (abbiamo visto insieme "The End"), delle considerazioni pressoché identiche a quelle che hai esposto!

    Io però consideravo Vincent l'elemento psicopompo all'interno della vicenda. Cioè colui che deve aiutare l'anima ad andare oltre.

    Queste considerazioni ti porteranno a formularne altre ... analizzerai nei minimi dettagli di tutte le vicende ... per capire se effettivamente sia possibile una simile interpretazione. Non voglio precluderti il gusto di tale ricerca ma di particolari dettagli - che depongono a sfavore - ve ne sono.


    Una situazione però mi è tornata in mente in questi giorni.
    Partecipo, in questi giorni, ad una discussione legata alla natura della realtà sideways.
    Un utente, a riprova del fatto che la realtà alternativa non possa essere reale, indica - nella figura di Christian morto - l'indizio principe: un morto, un fantasma non può apparire per dire ad un altro "la vita continua". Non avrebbe senso.


    Così mi è venuto in mente il prequel del Pilot, il mobisode "So it begins".
    il prequel del pilot l'hanno costruito in questo modo!!!
    Avevamo un fantasma che dice ad un cane di andare a svegliare suo figlio! E il cane va a svegliare Jack ...

    Visto e considerato che un fantasma in entrambe le situazioni (OR e AR) si prodiga affinchè il figlio si "svegli" ... c'è da chiedersi cosa sia effettivamente "reale"

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  6. Grazie della risposta! Sì, anch'io ho avuto sensazioni simili alle tue e ho fatto alcune considerazioni identiche. Anche sul prequel del Pilot!
    Attualmente sto invece cercando associazioni con le strutture disspiative di Prigogine. Non ricordo se ne avevate già parlato nei vostri precedenti e interessantissimi post.
    Ci sono 3 cose che mi ronzano nella mente, a 3 giorni dalla visione del finale e devo ancora trovarne un ordine e un senso:
    1) le strutture dissipative e la tendenza universale all’aumento di entropia che porta alla loro insorgenza;
    2) la circolarità "spezzata" che riporta la fine all'inizio, ma in una modalità interpretativa tutta nuova (se la teniamo per buona);
    3) l'eye wide shut di Jack me lo fa associare a quello del film di Kubrick, con i suoi labirintici universi onirici.
    Spunti per un'eventuale ulteriore analisi.

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  7. Wow, steph... Prigogine non l'avevamo ancora tirato in ballo! Non esitare a parlarcene.
    Intanto, tu e Virginia sappiate che siete in compagnia di Jack stesso, noi vostri dubbi: http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs324.snc3/28821_1485383139462_1380400784_31303623_5318838_n.jpg
    :)

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  8. IL LAVORO DA FARE - Percorrendo un profilo molto più basso, faccio notare che una buona regola narrativa è non far morire per nulla, o comunque subito, personaggi destinati ad avere un ruolo cruciale nella storia, o far scomparire chi, già dato per tagliato, finisce inaspettatamente per riscuotere le simpatie del pubblico.
    Si dice (sottolineo l’impersonale, perché a me personalmente nessuno ha mai citato la fonte) che Jack dovesse morire nel “pilot”; si dice che Ben non dovesse nel progetto originale avere tutto il rilievo che ha avuto; John Locke risale improvvisamente da una fossa comune, richiamato all’azione (come il Jack del Mobisode) in nome del “lavoro da sbrigare”.
    Intendo dire, percorrendo appunto un profilo assai più basso: Pinocchio non può morire impiccato alla quercia ed ecco, diversamente da un’altra stesura, comparire la fata; Tex Willer non può essere freddato una volta per tutte dalle pallottole ed eccolo in piedi solo per forza di volontà.
    Anche gli “eroi” di Lost continuano o interrompono la loro strada perché così deve essere (talora, questo invece è assodato, anche per esigenze di produzione o di disponibilità degli interpreti).
    Al di là di tutto, delle dinamiche interne od esterne alla storia della Serie, un principio sembra rimanere “sacro”: solo quando “il lavoro è stato fatto” i personaggi sono liberi di andare, di cedere il passo. Il sacrificio dà senso alla morte di Charlie e di Juliet, come forse alle azioni così naif di Daniel. E a tal proposito mi fermo qui.
    Bene poi capire come avviene tale delicato passaggio, ma che poi in ballo ci siano, in relazione agli episodi da me segnalati, il Christian Shepard del Mobisode, il Benjamin Linus/Harry Gale penetrato selvaggiamente da una freccia di balestra nella giungla, uno Walt ai margini della fossa può essere anche una semplice suggestione narrativa, come il piazzare la fonte luminosa proprio a ridosso del luogo di “nascita e morte” di Jack. Ben vengano comunque i richiami proposti nei post precedenti…

    C’ERA ALMENO UN CANE – Chiudendo da parte mia con un ulteriore caduta di livello, che Vincent accompagni Jack nel trapasso è un dato di fatto (scenario del resto non inusuale nella rappresentazione antica e medievale della Morte; non perdetevi Ilaria Del Carretto a Lucca!). E’ lui alla fine il custode del custode, e il custode non merita certo di essere lasciato solo a morire! Chi più di un cane è simbolo di fedeltà? Oltre a ringraziare Virginia per avermi fatto imparare il termine “psicopompo”, mi piace pensare che Vincent sia un po’ come lo spettatore fedele e fidato, che non manca mai nei momenti importanti…

    Permettemi un'ultima noticina (gustosa!): una mia (ma non solo mia) amica, soprannominata "The Oracle" per aver "anticipato in diretta" il primo flash-forward ufficiale, il finale di stagione all'aeroporto di L.A., mi (ci) ha fatto notare che in realtà in "So it Begins" (Mobisode13) Vincent non è poi così decisivo nello svegliare Jack... sembra tirare avanti... quasi non si trattasse del figlio di Christhian! (Ri)vedere per credere!

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