Fisica e filosofia nel serial televisivo LOST

sabato 6 febbraio 2010

Pensiero laterale

Lo scopo di questo blog, fin dall'inizio, è stato quello di esplorare le possibilità di interpretazione di Lost, alternandoci - nei post e nei commenti - con il fine di capire quale strada, nel borgesiano giardino dei sentieri che si biforcano dipinto dagli Autori, sarebbe stata imboccata, e con quale destinazione. Orbene, gli stessi Autori - da noi amichevolmente chiamati il Gatto e la Volpe - paiono averci preso in parola, esplorando letteralmente le possibilità alternative della narrazione, a partire dalla biforcazione-Jughead. E rieccoci a parlare di Lost, a cercare di capire insieme, stringendoci attorno ad un simbolico fuoco da campo: avrete già notato una maggiore diversificazione degli autori dei post più recenti. Questa è l'idea da oggi in avanti: un blog sempre più cooperativo, per dare insieme un senso alle prime parole di Jack nel pilot: Hey you, just give me a hand! You, come on! Come over here, give me a hand!
Stay Lost!

11 commenti:

  1. Questa è la mia teoria su Lost: http://thepenislost.blogspot.com/

    :-D

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  2. Ma sei tu?!? Proprio ora mi stavo chiedendo chi fosse il genio! Complimenti, davvero :)

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  3. Lost è tornato e la scelta adottata dagli autori appare tanto affascinante quanto complessa da gestire.
    Dopo i flashback ed i flashforwards, ecco arrivare i flash-sideways, in linea con il doppio scenario al quale comunque ci hanno sin dal pilot abituato.
    Solo che, se le prime due opzioni potevano essere un espediente narrativo per meglio comprendere quell'"unica storia" alla quale stavamo assistendo, ora una scelta del genere posa le proprie fondamenta su teorie di tipo filosofico-scientifico, o meglio su assunzioni estreme di fisica teorica sull'esistenza di realtà parallele (multiverso). In sostanza, sembrerebbe, gli autori hanno voluto estendere il discorso dal micro al macrocosmo, considerando reali tutte le conseguenze che un singolo evento può causare("gatto vivo" e "gatto morto" sono due eventi fisici entrambi veri su linee spaziotemporali diverse).
    Il punto è capire se, come dice Faramir, la realtà parallela del volo 815 atterrato a Los Angeles si sia generata a causa dell'esplosione di Jughead nel 1977, o sia stata creata da un altro evento del quale non siamo ancora a conoscenza. Se fosse giusta la prima opzione, credo che potrebbe essere un indizio da non sottovalutare il fatto che ci facciano vedere 2 volte la scena di Juliet con la bomba, e che la stessa Juliet sostenga una volta che "Non ha funzionato", per poi dire "Ha funzionato". Come se in una realtà A la bomba sia esplosa, in una realtà B la bomba non lo sia..
    Tra le tante domande aperte, una risposta finalmente è arrivata: Nemesi è il Fumo Nero.
    Non è poco.
    Chiudo con un video assolutamente imperdibile che, con le immagini, traduce perfettamente il significato di realtà parallele:
    http://www.youtube.com/watch?v=I-1qzelSWpE&feature=player_embedded

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  4. La cosa che lascia perplessi è che un evento del 1977 abbia generato due timeline così simili a distanza di così tanti anni. Il ben noto effetto farfalla dovrebbe infatti comportare che dopo 27 anni non solo non ci sia alcun Desmond a far cadere il volo Oceanic 815, ma anche che possa non esserci alcun passeggero a noi noto su quel volo! Per esempio, parrebbe assurdo che Christian Shephard, plausibilmente così coinvolto nelle dinamiche isolane, sia morto - nella timeline without-Island - nella stessa data e nello stesso luogo della sua controparte della timeline with-Island.
    Quindi, due sono le possibilità:
    a) la timeline sideways nasce effettivamente nel 1977 con l'esplosione di jughead, ma la course correction opera ad un livello così profondo (meta-universale) che tutte le timeline tendono ad assomigliare a quella originaria (in cui il crash è avvenuto);
    b) la timeline sideways nasce in un momento di molto successivo (e, ipoteticamente, coincidente con l'inabissamento dell'Isola), ma comunque precedente il naufragio di Desmond, in modo che la divergenza tra le due timeline non ha avuto modo di allargarsi troppo.

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  5. io propendo per la timeline b.
    metterle entrambe ad inizio stagione è probabilmente servito a confondere ancor più le acque. Jack sembra quasi "ritornare in sè" sull'aereo, come se la sua coscienza sia rientrata nel corpo dopo che qualcuno ha inabissato l'isola (giro di ruota finale?).

    inoltre, alla luce di quanto visto, la teoria che l'allarme antincendio si attivasse alla presenza di C.Shephard perchè era "il fumo" ritorna in auge :)

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  6. io sono molto dubbiosa in merito alle flash sideways.

    Non sono sicura che si tratti di due "situazioni parallele".
    Anche altrove ho espresso questo mio dubbio.
    Per me si tratta di un "what if scenario" di Jack. Una sorta di "flashes before your eyes" di Jack.

    Credo che Juliet, battendo ripetutamente sulla bomba, abbia innescato una procedura di failsafe ante-litteram.
    Non sappiamo cosa innescasse il giro di chiave nel finale della seconda stagione. E' possibile pensare che nel 1977, in seguito agli eventi creati dai losties (utilizzare una bomba), i seguaci Dharma avessero capito che la procedura per contrastare un eventuale instabilità eltrromagnetica fosse proprio quella di utilizzare una bomba?

    pensiamo anche a come sono ideate le due scene (Desmond che gira la chiave, Juliet che batte sulla bomba).
    Semplice "Lost cita Lost" oppure lo possiamo ritenere un indizio?.
    Entrambi sono sottoterra ed entrambi lo fanno per amore, per cambiare la situazione.

    E se Jack, come Desmond, stesse vivendo un'esperienza particolare proprio in seguito a questo tipo di procedura?

    Credo quindi che la presenza (apparizione) di Desmond sul volo, sia volta a far(ci)capire a Jack che la situazione non è quella che sembra.

    E per quanto riguarda l'isola sommersa ... e se fosse anche questo un depistaggio? La visione dell'isola sommersa è subitanea al dialogo tra Des e Jack. Ricordate la frase di Desmond (sempre nel finale della seconda stagione) "... this, this island. And you know why? Because this is it. This is all there is left. This ocean and this place here. We are stuck in a bloody snowglobe. There's no outside world. There's no escape."
    Guardare quindi quella scena come se stessimo vedendo una snowglobe?

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  7. Ottima intuizione: un lungo flash before Jack's eyes! Potrebbe trattarsi di un qualcosa di analogo a quello che avviene a Donnie Darko nel momento in cui gli cade in camera il motore dell'aereo. Crea istantaneamente un universo tangente (perché è un loop che incontra l'universo reale in un punto, quello della sua morte) nel quale dà un senso a tutto ciò che - con una morte così assurda - non potrebbe averne. Un wishful thinking che prende sostanza, ma solo temporaneamente.

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  8. In attesa di visionare la nuova puntata (con la speranza di trovare altri tasselli importanti), al momento sembra che i cari autori abbiano fatto propria la narrazione cinematografica di vari capolavori.

    Il primo che mi viene in mente è L'Année Dernière à Marienbad. Una vicenda, due prospettive. E tante domande da porsi ... speriamo che il gatto la volpe siano più magnanimi di Resnais.

    In L'Année Dernière à Marienbad non c'è un punto di riferimento dal quale partire. Come nel nostro caso.
    Non ha funzionato - ha funzionato.
    Quale passato e quale futuro.
    Si cerca di capire cosa sia successo l'anno scorso a Marienbad, come noi stiamo tentando di capire cosa sia successo nel 1977!(noi lo potremmo chiamare L'Année 1977 à le Cygne)
    Il problema è che, nel film di Resnais, non vi è una soluzione "chiara" ...

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  9. Inserisco di seguito come commento a *Pensiero laterale* una serie di riflessioni sul multiverso. Avrei voluto farlo come elemento a parte ma il sistema non mi dà l'opzione. Spero comunque che sia di qualche utilità per la lettura della sesta stagione.

    LA X E LA TEORIA DEI QUANTI

    Premetto che qui non m'interessa mantener fede alle dichiarazioni degli autori di Lost sulle parole giuste da usare: realtà parallele, universi alternativi etc. (io lo chiamerò, semplicemente, multiverso), quello che m'interessa è soltanto riassumere un pezzo di storia della scienza che, per quanto io la consideri un'assurdità, potrebbe costituire una possibile cornice teorica di LA X.

    Se noi prendiamo sul serio il fatto che gli autori, oltre che alla relatività, s'ispirino alla *teoria dei quanti*, esiste l'idea più bizzarra che io abbia mai letto e che ha preso corpo tra gli anni 50 e 80 del secolo scorso, appunto, sul multiverso.

    Il principio d'indeterminazione di Heisenberg, come sappiamo, ha tra le sue implicazioni l'indeterminazione della localizzazione dell'elettrone. Per sfuggire alla concezione di una realtà probabilistica, il fisico teorico americano Hugh Everett pensò che l'universo si divida in tante repliche simili (ma mai identiche) di se stesso quante sono le possibili posizioni dell'elettrone. Invece di avere un elettrone che sarebbe qui, altrove e ovunque all'interno di un unico universo probabilistico, avremmo invece un universo in cui l'elettrone si troverebbe qui, un altro universo in cui si troverebbe là, un terzo in cui sarebbe in un altro posto ancora, e così via. Attraverso questo costante processo di divisione, nascerebbe una varietà quasi infinita di universi, alcuni dei quali si distinguerebbero dal nostro soltanto per la posizione di un singolo elettrone, altri presenterebbero differenze maggiori. Ce ne sarebbe uno in cui voi stareste facendo una passeggiata a Posillipo piuttosto che "perdere il tempo" con Lost, ne esisterebbero altri in cui non sarebbe mai accaduta la Seconda guerra Mondiale o in cui l'uomo non sarebbe andato sulla Luna. Altri ancora differirebbero in modo più sostanziale: avrebbero delle costanti fisiche, delle condizioni iniziali e delle leggi diverse. A ogni sdoppiamento dell'universo, io e voi ci sdoppieremmo e tutti gli universi sarebbero separati gli uni dagli altri.

    Tale perpetua separazione sarebbe complementare all'osservazione per cui la realtà osservabile tenderebbe all'unità.

    La morale della favola sarebbe che non un evento causi la separazione dei mondi, ma che il multiverso attenga alla stessa struttura della realtà.

    Tra le obiezioni radicali che si possono fare a una simile interpretazione *realistica* del principio d'indeterminazione vi è quella che argomenta che ciò che vale per un elettrone non può valere per un corpo (assemblato complesso di elettroni e atomi), né tanto meno per un sistema di corpi, una relazione. In verità, da un punto di vista probabilistico, questo non è impossibile, soltanto estremamente improbabile; ma affinché il notebook qui davanti scompaia per ricomparire nel giardino della signora di sotto, bisognerebbe disporre dell'eterno.

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  10. L'opportuno intervento di Mitris contestualizza il nuovo espediente narrativo dei flash-sideways nel più vasto scenario del multiverso, quale applicazione (forse un po' troppo) letterale del principio di indeterminazione. In questa cornice, la mia originaria obiezione sulla somiglianza eccessiva tra le due timeline (una divergenza così lontana nel tempo ha generato così poche differenze?) perde di significato, perché ci sono infinite timeline possibili, a partire da infiniti punti di divergenza, per cui potremmo benissimo vederne una che - a partire dallo stesso evento nel 1977 - differisce da quella che conosciamo solo per un'incrinatura sul finestrino di Jack. Questo per dire che probabilmente gli Autori non puntano a mostrarci una delle infinite possibilità, quanto proprio quell'unica linea temporale... per motivi che dovranno esserci chiari man mano. La mia idea - la ribadisco - è che tale linea sarà forzata a riconvergere su quella originaria da un principio (la course correction, censura cosmica di Hawkinghiana memoria) che seleziona il migliore degli universi possibili. Migliore per chi? A occhio, è su questo nuovo campo che si disputano il predominio Jacob e la sua nemesi, o coloro dei quali i due sono i rappresentanti.

    PS. per Mitris: ma hai provato a usare il tasto Entra in alto a dx? Una volta effettuato l'accesso, puoi fare Nuovo Post...

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  11. "La mia idea - la ribadisco - è che tale linea sarà forzata a riconvergere su quella originaria da un principio (la course correction, censura cosmica di Hawkinghiana memoria) che seleziona il migliore degli universi possibili"

    Faramir, questa tua tesi permette di trovare una possibile chiave di lettura al fatto che sia stata - senza alcuna giustificazione medica - procrastinata la nascita di Aaron.

    La sensazione è che il bambino, in entrambe le timeline, debba nascere in un momento preciso.
    (Ethan, a mio parere, fa passare per una scelta volontaria di Claire quella che in realtà è una sua decisione).

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