Fisica e filosofia nel serial televisivo LOST

martedì 25 maggio 2010

Ha funzionato (?)

Onorato dalla presenza di cari e stimati compagni di viaggio dentro Lost in occasione della visione, rigorosamente collettiva, della doppia puntata finale, è ben presto scattata in me una domanda, che oltretutto ricalca una delle battute più gettonate dai nostri eroi negli ultimi tempi: "Ha funzionato" punto interrogativo (?).
Quasi inevitabilmente, vittima in questi giorni di qualche linea di febbre ma soprattutto dell'epidemia scatenata da sei Stagioni di Lost, non posso che muovermi su più piani di risposta!

SI, ha funzionato!
Anche noi spettatori, come in definitiva i protagonisti, ci siamo (ri)trovati in un grande salone per vivere l'ultimo atto di una allucinazione collettiva, sostanzialmente contemporanea a quella di tanti altri spettatori globali, riassaporando le emozioni più belle, quasi succhiando il midollo della Serie.

NO, non ha funzionato!
Le risposte promesse o semplicemente attese non sono di certo arrivate e, a ben vedere, i veri Losties siamo noi spettatori, persi nei meandri di una Serie spiazzante ed eternamente altra nel suo divenire, Serie che ha finito per raschiare il fondo del barile... del pozzo e dell'Isola! Quali novelli Fantozzi, saremo ab aeterno condannati a rigirare le scene madri da noi distrutte di questa ... boiata pazzesca!

FORSE ... il finale non ha tradito il senso del Viaggio e da un lato ha incarnato un desiderio, nemmeno tanto recondito, di dare senso di pienezza e autenticità al tempo del nostro vivere, dall'altro ha tentato di scacciare quel senso nichilistico della Morte, che - mi sembra di poter affermare - ci viene Cristianamente (C maiuscola, ovvero grazie all'intercessione di Christian Shepard) restituita in Lost come il dono di una consapevolezza superiore: anche nel caso di noi spettatori, l'attribuzione di senso/meaning c'è chi la realizza ("Ma siamo reali, papà?") prima, chi molto dopo, chi poco o per nulla.
FORSE ... abbiamo assistito al momento escatologico (della rivelazione finale) del così dibattuto (vedi i fortunatamente vivaci post precedenti) EPOS lostiano, quello nel quale giunge il tanto atteso chiarimento (la porta aperta sulla luce dell'Oltre) col Padre (incontro topico narrato dalla Bibbia a Star Wars si parva licet componere magnis).

IN DEFINITIVA, ci siamo misurati – e quasi spremuti oserei aggiungere - con una Serie dalla struttura narrativa fortemente d'impatto (potreste rileggere in tal senso il post di Virginia sulla letteratura potenziale), tramite cui l'Isola viene dipinta ("Picture a large large box") quale luogo (distopico più che utopico), dove tutto può accadere, ma primariamente quale passerella, traghetto, Limbo, luogo di transizione insomma, verso la Morte, nella riscoperta delle proprie (antichissime! esoteriche?) radici.
C'è poi, a mio modesto avviso, la necessità o per così dire l'obbligo morale di “fare i conti” con la propria vera identità, mostruosa o angelica che sia.
Forse tutti noi siamo da sempre scrutati, come Jack, dal Jacob di turno, quasi fosse anche lui un membro della Dharma in attesa del cambio.
Forse solo così la vita del tipo off Island (a prescindere dalle sue assai labili, mutevolissime e MOLTEPLICI COORDINATE SPAZIO-TEMPORALI) può sincronizzarsi con quella totalità (primigenia, innata, fatale?) scaturente dall'Amore che alberga solo in posti del tipo on Island, per permettere a TUTTI, vivi e/o morti, il proprio trapasso, inteso quale superamento del proprio mare e del proprio orizzonte, placando finalmente voci e sussurri.

L'iniziale aprirsi e il definitivo chiudersi, dopo sei lunghe e memorabili stagioni, dell'occhio di Jack il Pastore mi ha recapitato dall'Isola questo personalissimo message in a bottle: il GRANDE LOOP (The Circle, narrativamente e metanarrativamente parlando: battute, ruoli, personaggi, alchimie dharmiche e non, il tutto nel segno dell'intercambiabilità) che sembra caratterizzare questo posto così speciale va PROTETTO in ogni modo e il tappo eventualmente sturato va prontamente riposizionato, altrimenti il cerchio non si chiude e la Morte non porta ad una nuova Nascita, ma solo ad un triste e forse scontato bilancio, che ci rendiconta quanto l'Uomo arrivi, distrugga, combatta per poi congedarsi sempre nello stesso mo(n)do.
Con un po' di gusto per la suggestione, l'Uomo è chiamato, in questa tragica modernità, a riscoprire la sua missione di custode della Vita, di pastore... uno Shepard!

CUSTODIRE PER CREDERE sarebbe proprio un ottimo slogan per riempire il post scriptum delle mie ultime sempre più deliranti cartoline dall'Isola e addolcire l'amaro in bocca lasciato dall'assenza dei simpatici portoghesi ... questa volta, solo rottami sulla spiaggia!

21 commenti:

  1. Superbo post Luca, complimenti, mi prenoto un commento più articolato nelle prossime ore.

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  2. bellissimo!

    ho ragionato (forse banalmente) sul passaggio di consegne da Jack a Hugo: dato che quest'ultimo è sempre stato il "simbolo" dei fan di lost, sta a noi ora bere l'amaro calice (acqua fangosa, più amaro di quello!) e proteggere Lost dai detrattori.

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  3. Non so, io come tante altre volte sento più profondità nei commenti e nelle analisi, che nel loro oggetto.

    A me sembra - come ho detto altrove - che gli autori di Lost abbiano fino ad oggi aperto le pagine del loro libro, scrivendo solo le prime parole di ogni pagina, e lasciando che noi completassimo il resto. E il libro è stato stupendo, finché a scriverlo erano i lettori.

    Ora toccava però mettere un punto. Questo potevano farlo solo gli autori, o almeno in buona parte. In quella piccola parte possibile, hanno ancora provato a lasciare il compito ai loro fruitori; mentre la loro fetta, quella a me sembra sia stata nettamente inferiore a quanto abbiamo fatto noi in tutti questi anni. A quanto ci hanno suggerito di fare, a quanto hanno richiesto che noi, fedelmente, facessimo.

    Io, come temevo - e più di prima dell'epilogo, - mi sento (metaforicamente) rispetto a Lost come John Locke si sentiva rispetto all'Isola prima di togliersi la vita.

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  4. Non ho mai scritto su questa lavagna perchè volevo prima vedere tutte le puntate della sesta stagione ....A giochi fatti posso tirare le somme e cercare di dare il mio senso a Lost.
    Parto da un assunto, per me Lost racchiude molto del vecchio testamento....
    Giacobbe figlio di Isacco nasce da un parto gemellare e fin dalla gestazione sua madre accusa gravi dolori e sofferenze...Dio la rassicura dicendole che partorirà due nazioni contrapposte ...
    Jacob è solo un profeta, come tale commette tanti errori,ha un rapporto di amore odio con il suo gemello ed infine lo uccide...ma quello che conta non è quello che ha commesso ma la sua attesa del Messia!
    Jack ha un padre che si chiama Christian...che rappresenta il filo conduttore di tutta la serie
    bene Christian rappresenta l'idea di Dio per un popolo che viva nel suo nome...CRISTIANI...per fare in modo che questo avvenga necessita di un Messia "Cristo".
    Jack rappresenta Cristo,i superstiti i discepoli, l'isola il purgatorio la chiesa il luogo su cui Cristo Edifica la sua parola.
    Ben non entra in Chiesa perche lui figlio di Giacobbe è sempre stato il secondo,il primo figlio nato da Rachele è Giuseppe colui che seguirà la linea tracciata dal padre...mentre Benianino darà vita allo scheiccato ovvero l'Islam!Jack muore sull'isola per salvare tutti gli altri superstiti così come Cristo muore per salvare tutti noi...Tutti quelli che sono in chiesa sono morti anche se in luoghi e tempi diversi ,sono li perchè cari a Jack ovvero gli apostoli ,e non i discepoli che hanno funzione diversa e secondaria, come nell'ultima cena....ed è proprio l'ultima cena di Leonardo che viene preso a riferimento come locandina per la sesta serie...
    Tutto il resto è un sogno di Jack prima di morire quindi molto del sogno è immaginazione pura ,freud insegna!!!

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  5. una chiavica senza fine. Firmato un innamorato della prima ora, non dell'ultima.

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  6. Ringraziando pubblicamente Faramir per avermi concesso l’onore del post sul finale della Serie…

    @Glorfindel Grazie, aspetto il tuo commento altrettanto superbo.

    @Barzo Grazie. Il passaggio di consegne, con tanto di reclutamenti, è stato in effetti uno dei grandi “fili rossi” di Lost. Bello quindi il suggerimento di proteggere Lost dai suoi detrattori.

    @Rambaldo Tu che non sembri certo un detrattore della Serie, ma più uno che cerca di mettere il Gatto e la Volpe (ma anche tutti noi) di fronte alle loro "responsabilità", hai scelto con grande avvedutezza l’immagine del Locke suicida. Il dubbio o la certezza che le non risposte degli Autori, o più in generale la loro scarsa impronta anche sul plot finale, finiscano per essere loro malgrado una risposta (con tanto di silenzio stampa) serpeggia anche in me. Più fumo (nero) che (cinghiale) arrosto?
    E’ che per ora, tanto per usare un’immagine ingenua, molti (?), me compreso, sono ancora abbagliati dalla Luce dell’Isola, che rende tutto più luminoso.

    @lorena Il livello di lettura cristiano è certo uno dei più profondi e ti ringrazio per averlo sottolineato. Da parte mia credo che la figura di Christian Shepard sia volutamente connotata (con tanto di battuta allusiva), ma che le radici di Lost siano più teosofiche (ma non troppo).

    @Geek La delusione dell’innamorato è di certo la meno preferibile, sempre che si possa sceglierla e specie se l’Amore viene meno da parte… degli Altri.

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  7. A mio avviso non poteva esserci finale migliore.
    Le risposte ai principali interrogativi dell'Isola ci sono state date tutte nel corso di queste stagioni; qualunque fan che ha frequentato i forum tematici ha contribuito a sviscerare i vari aspetti che man mano venivano proposti. Molti misteri hanno una duplice spiegazione, scientifica e metafisica, in un mix che è stato presente sin dalle origini della serie. Tanto per fare un esempio, la Luce da difendere è tanto l'essenza della vita quanto una radiazione elettromagnetica, mentre sin dagli albori del tempo moltitudini di civiltà si sono succedute nel compito di custodirla come di sfruttarla. L'ultima in ordine cronologico che ha tentato di manipolarla è stata la Dharma. Detto questo, l'ultima puntata non poteva che essere un tributo nei confronti dei veri protagonisti di Lost, ovvero i superstiti del volo Oceanic 815, un atto d'amore verso coloro che hanno con le loro storie fatta la storia di Lost.
    Nel finale ci è stata data la chiave di lettura della realtà parallela, una chiave prettamente filosofico/spirituale. Quella che noi pensavamo fosse un universo tangente, si è rivelato essere il prodotto di una proiezione collettiva post mortem, creata inconsciamente dai losties per ritrovarsi,loro che sono le COSTANTI gli uni degli altri, ricordare e infine andare "oltre". Il dialogo tra Christian e Jack, magistrale nella sua chiarezza, avviene in un luogo in cui sono presenti tutti i simboli religiosi, a significare che quel trapasso è lasciato alle libere interpretazioni dei telespettatori.
    Personalmente credo che un finale più umanistico e poetico non poteva essere immaginato.
    p.s. per chi ha bisogno dello spiegone di Lost, questo è il link dove trovare la spiegazione di Lost che uno sceneggiatore ha pubblicato su Darkufo: http://www.televisionando.it/articolo/lost-il-finale-spiegato-da-uno-degli-sceneggiatori-sul-forum-di-darkufo-traduzione/26971/

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  8. E' vero che nella chiesa ci sono tanti simboli religiosi diversi,vero anche che c'è tanta filosofia specie giusnaturalismo "freud su tutti"vero che le radici di lost inizialmente erano più teosofiche, ma il finale non lascia nessun dubbio sul testo che gli autori hanno saccheggiato....Ho adorato il finale perchè ha risposto a tutti i miei interrogativi e gli autori hanno fatto una scelta precisa che si rifà ad un messaggio preciso...Poi ovvio non lo diranno mai che Jack rappresenta Cristo ma nei fatti è così!!!

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  9. ..anche le filosofie orientali sono state saccheggiate, in primis lo stesso concetto di passaggio da un piano di esistenza ad un altro.
    La luce? Christian non sa cosa sia..a Jack dice appunto che lo scopriranno insieme!
    Mai come in quel dialogo le porte sono aperte a qualunque tipo d'interpretazione. Volutamente.

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  10. @ lorena: chiedo per ignoranza: che c'entra Freud col giusnaturalismo?

    @ brunella: dici due cose ambigue che avrebbero bisogno di spiegazione:
    1) " prodotto di una proiezione collettiva post mortem, creata inconsciamente dai losties per ritrovarsi, loro che sono le COSTANTI gli uni degli altri, ricordare e infine andare "oltre";

    2) " le porte sono aperte a qualunque tipo d'interpretazione".

    @ Rambaldo: grazie per la stima che hai di me, anche se mi sembra un po' eccessiva... tuttavia, penso che siamo sulla stessa line d'onda.

    @ PopCorn: hai messo il primo suggello su Lost!

    @ geek: una chiavica addirittura! E perché?

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  11. Il primo Freud ,quello di Totem e tabù per intenderci, si rifà al giusnaturalismo ...ovvero il superamento del diritto naturale per privileggiare il diritto "Povistivo"Questo libro insieme al Leviatano (Hobbes),Secondo trattato sul governo
    (John Locke)e il Contratto Sociale(Russeau)sono manifesti del giusnaturalismo!!!Poi vorrei farvi notare che tutti questi filosofi hanno un rapporto quasi simbiotico con il testi biblici,ognuno a suo modo cerca delle risposte...Mosè e il monoteismo dello stesso Freud,Note sulle epistole di san Paolo (Locke)per non parlare di Hobbes per lui "Tutto è corpo" ad eccezione di Dio,la spiritualità di Dio è certa ed assoluta nei termini posti dalla Bibbia.
    Pur capendo la chiave di lettura di Brunella che forse tenta di spiegare una fruibilità di Lost per tutti....credo invece che sia una Parabola per pochi!!
    Mi spiego meglio,quando Gesù raccontava le sue parabole molti dei discepoli non capivano una "ceppa",gli apostoli preoccupati di questo lo pregavano di essere meno ermetico,lui per tutta risposta diceva loro che esistono diversi livelli di comprensione e non tutti posso ambire alla conoscenza piena.
    Leggendo l'articolo dello sceneggiatore misterioso,questo mi è parso ancora più evidente,molti elementi sono messi lì per dissimulare e confondere stesso giochino fatto nelle parabole!!Chi ha costruito lost l'ha fatto seguendo un filo conduttore ben preciso ed anche i riferimenti filosofici sono precisi,
    nessun'altra religione prevede il battesimo come accettazione di una "missione"(bere l'acqua pudrida dalla fonte è di fatto un battesimo...Nessuna altra religione ammette la libertà di scelta assoluta dell'individuo Locke sceglie di non entrare in chiesa,cioè di non essere giudicato da Cristo!!!e per nessun'altra religione esiste il Purgatorio come luogo di consapevolezza del proprio vissuto!!!
    Questo è quello che ho capito io, ma con molta umiltà affermo che forse ho sbagliato programma...Chissà!!

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  12. Complimenti Luca, complimenti!!!

    SI e NO esplicitano il dualismo che ha caretterizzato tutta la serie!
    Il finale è un finale che spacca: c'è l'utente di "fede" e l'utente di "scienza".
    Il primo può sentirsi soddisfatto, il secondo può sentirsi "defraudato".

    Il primo è dentro al cerchio, il secondo è fuori dal cerchio. Un "circle of trust". Kundera ha scritto " ... il cerchio si richiude, e per questo, quando lo si lascia, è per sempre".

    Questo finale, però, rappresenta anche "la quadratura del cerchio".
    Qualcosa che sembrava impossibile diventa possibile. L'uomo di scienza si è fuso con l'uomo di fede. Jack, il dottore, colui che per tutta la vita è stato ossessionato dal "fix", guarirà l'isola - in nome di quella fede, a lungo negata, ed ormai abbracciata - proprio grazie alla sua "ossessione" di sistemare ogni cosa.

    L'altra sera, dopo la visione "clou" collettiva, ho rivisto la puntata. Il processo di metabolizzazione ed analisi era già cominciato nel pomeriggio ... già pregustavo discussioni e quant'altro perchè, quando qualcosa non finisce in maniera netta, è come se non finisse mai ... la fine è soltanto un nuovo inizio.
    Per citare brunella "...quel trapasso è lasciato alle libere interpretazioni
    dei telespettatori."

    Poi spinta dalla curiosità (detto da chi ha scritto un post "curiosity killed the cat, è tutto dire) ho letto "lo spiegone" segnalato da brunella. Altro che "satisfaction bring it back!"

    Spero ardentemente si tratti di un brinconcello (il francesismo che avrei
    voluto utilizzare non è consono al luogo!) e che questo spiegone si riveli un bel fake! (a tal proposito ... Il duo non era in silenzio stampa? questo genio della lampada ha avuto una dispensa speciale?)

    Qui ed ora, non capisco!

    La parte che più mi lascia di stucco (tralascio volutamente le altre ... ma ci sarebbe tanto da dire) è la seguente "... Lost è uno show sul concetto di vita nell’aldilà, secondo lo show tutti si creano un purgatorio personale con le loro anime gemelle trovate nel corso della vita, e restano lì finché, tutti insieme, non sono pronti ad andare avanti."

    "uno show sul concetto di vita nell’aldilà" ... prima afferma che tutto quanto abbiamo visto è reale e poi sostiene che lo show si basa sul concetto di vita nell'aldilà? tutto il percorso di "vita" intrapreso sull'isola allora cos'è'? una pura formalità in attesa della reunion, post mortem, finale?
    qualcosa non quadra.

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  13. Si, lo ammetto. Adesso l'ho capito. Dovevo saperlo fin dall'inizio, ma non ci avevo voluto credere.

    Ho pensato che per una volta la storia fosse mia, mi appartenesse, che potessi fare di Jack, di Locke, dell'isola quello che mi pareva.
    E invece gli autori mi hanno detto, ripetuto e confermato quello che, dentro di me, sapevo da sempre (anche perché, qua e là mi diletto di scrittura): la storia è di chi la scrive. E' un fatto privato, forse addirittura incondivisibile.
    Sei ammesso, ma solo come ospite, come spettatore.
    E' come quando eri piccolo la stanza di tua sorella maggiore: puoi stare sulla porta e fantasticare, ma non entrarci.

    L'ho compreso passo passo in questa ultima stagione, in cui i nodi venivano al pettine.
    I miei nodi, non quelli degli autori.
    E a loro dei miei nodi non gliene fregava niente.
    Loro erano lì attenti ed intenti a raccontare la loro storia, quella che avevano dentro, quella che urgeva per uscire.

    Questo era l'evento epocale, il climax, il giorno dei giorni (mi dispiace per quelli che hanno erroneamente pensato che l'evento fosse quello di Madrid sabato sera) e il mio computer sembrava lento come non mai. Ore e ore d'attesa. L'arrivo quasi in concomitanza con la trasmissione su Fox.

    Mi sono seduto sul divano e ho capito che era tutto diverso, anche io ero diverso, maturato attraverso le delusioni delle ultime settimane.
    Ero lì per godere e godermela.
    E, dude, se ho goduto!

    Non ci sono state lagrimucce perché la mattina dopo la barba uso Mennen, ma, vi confesso, che qua e là mi sono commosso (ma perché non ho una ginecologa come Juliet? Boh, forse solo perché non sono una donna? E' ingiusto!).
    Si va bene, lo dico solo a voi ma non raccontatelo in giro, anche con il profumo di Mennen sulle guance, "Ti ho presa, bionda" mi ha fatto venire il groppo alla gola.

    La loro storia (non la mia) è stata emozione, fantasia, azione, lotta, amore: cosa c'è di più umano?
    E poi questo ritrovarsi con tutte le persone che hanno più contato nella tua vita, insieme per andare ancora una volta avanti: quale desiderio sarebbe più naturale?

    Spero che accada anche a tutti noi, che abbiamo passato insieme sei anni, quando sarà il nostro turno di scrivere sul nuovo forum che, nel frattempo, ci sta preparando Antonio.

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  14. Ritengo l'intervento di Luca (Popcorn) importante innanzitutto perchè mi rappresenta in toto.
    Abbiamo vissuto insieme l'avventura di Lost in questi anni con Luca (Popcorn) e Paolo (Faramir) ed altri amici, domandandoci il significato di mille cose, toerizzando e fantasticando, fruendo di mille supporti come il mitico Lostpod di Paolino e i Lostbooks di Faramir, godendo di letture o film entusiasmanti che noi ritenevamo collegate a Lost. Mi raccomando ragazzi, i nostri appuntamenti al pub davanti ad una buona Dharma Beer non devono finire.
    La visione di Luca è sicuramente la mia, qualche risposta in più diciamo sarebbe stata dovuta e magari necessaria, ma devo essere sincero ho preferito di gran lunga il finale scelto da DL e CC più concentrata sui personaggi che in questi anni abbiamo amato piuttosto che un'interminabile elenco di risposte che oltretutto forse non mi avrebbero soddisfatto.

    Ma la cosa che più ho amato di questo finale è la componente “spirituale” che ha coinvolto temi importanti come fede e aldilà; mi viene da sorridere a leggere i commenti di alcuni utenti di forum che dicono “ho aspettato 6 stagioni perché mi venisse propinato un finale religioso”; forse non hanno mai letto tra le righe o non hanno saputo interpretare correttamente, Lost da sempre ha trattato della contrapposizione tra Fede e Scienza, tra Libero arbitrio e Destino.
    Per questo apprezzo molto l’intervento di Lorena e sono d’accordo con Virginia “Il finale è un finale che spacca: c'è l'utente di "fede" e l'utente di "scienza". Il primo può sentirsi soddisfatto, il secondo può sentirsi "defraudato".

    Vista la mia regione di nascita mi riesce bene un certo Amarcord di Felliniana memoria.
    Non me ne abbiate ma la conclusione di Lost mi ha già creato una sensazione di “vuoto”, come la perdita di una persona cara che non reggerei ad un secondo “abbandono”, per cui non perdiamoci di vista perché sarebbe un peccato dopo l’esperienza vissuta insieme.

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  15. @Virginia: merito di cotanti maestri...

    @lorena: il livello di lettura cristiano è uno dei più omnicomprensivi, ma non per questo tutti lo sposerebbero. Riconosco però che durante la Serie c'è stata più di qualche suggestione/ammiccamento più o meno serio (la "sacra" visione di Charlie/"l'immacolata concezione" di Locke/Mr. Eko, ecc.)

    @Glorfindel grazie per la stima e per aver citato Fellini, che ci ricorda la categoria del sogno come fondamentale nella nostra (non) vita

    @PopCorn: mi auto-rispondo per dirmi e dirvi che chiudere un finale aprendo una porta (il passaggio verso l'Oltre luminoso), ma senza aver prima chiuso tutte le altre (risposte e attese) ha finito per generare una gran corrente (di voci contrarie). Scelta ponderata?

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  16. Lorena, no no! Non hai sbagliato programma. Anzi, la tua interpretazione *cristiana* mi piace molto. Perché è vero che quella chiesa è un pantheon di divinità, ma è anche vero che, appunto, è una chiesa, non una moschea, un tempio ebraico o uno buddhista! Cercavo solo una spiegazione sulla connessione giusnaturalismo-Freud. Freud l'ho letto quasi tutto, del giusnaturalismo ho letto solo Grozio. Se per giusnaturalismo intendiamo la fondazione di un'etica senza Dio ("etsi Deus non daretur", anche se Dio non ci fosse, scriveva Grozio), Freud è un giusnaturalista. Però così mi salta la comprensione del tuo collegamento logico con un'interpretazione cristiana. Ma questo è sicuramente frutto dei miei limiti!

    PS. e meno male che Lost è finito ;)

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  17. La citazione di Grozio e del giusnaturalismo mi fa venire in mente quanto osservava il mio prof di filosofia del liceo all'indomani delle mie lezioni dicembrine in univr: "Se è vero che inizialmente coloro che sono naufragati sull'isola prima lottano con gli altri, ai quali però si devono alleare per combattere contro gli "altri-altri", allora perché non pensare all'Olanda di fine '500, ai pezzenti del mare che si contrappongono alla Spagna e costruiscono una Repubblica federale in cui campagna e città, aristocrazia militare e borghesia mercantile, ricchezza della terra e ricchezza del mare si federano, benché non di poco conto siano le differenze anche tra arminiani (inclini ad accettare il libero arbitrio) e gomaristi (ossessivamente legati alla dottrina della predestinazione)? Pensa alla vicenda di Jan Van Oldenbarnewelt, ad es., o a quella di Grozio". Grozio che in olandese fa DeGroot, come i fondatori della Dharma Initiative. Tutto torna...

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  18. altra faccenda interessante, che "torna", riguarda il luogo d'incontro.
    Il luogo dove incontrarsi, per andare avanti, è il luogo dove Eloise disse a parte degli O6 come tornare all'isola.
    E' il luogo dove Ben, indicando il quadro raffigurante San Tommaso disse a Jack: "...Thomas was not remembered for this bravery. His claim to fame came later... when he refused to acknowledge the resurrection. He just couldn't wrap his mind around it. The story goes... that he needed to touch Jesus' wounds to be convinced. ... We're all convinced sooner or later, Jack."
    Ricordiamoci che Jack, nella rappresentazione lostiana dell' Ultima Cena, viene raffigurato al posto di San Tommaso.

    E Jack, nonostante i flash avuti in precedenza (con Locke e Kate) inizia a ricordare dopo aver toccato la bara, capire dopo aver aperto la bara, dopo aver toccato la "ferita" aperta (ovviamente metaforicamente parlando, la ferita aperta è il rapporto col padre. Ferita che verrà guarita)

    Il tutto avviene in quella Chiesa. In quella stessa Chiesa dove era ubicata la stazione "Lamp Post", il posto della luce ...

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  19. Nella rappresentazione dell'ultima cena di Lost
    Locke ha il posto di Gesù mentre gli apostoli sono 13 e non 12 come nella tela originale...a mio avviso gli autori hanno voluto inserire nella foto ricordo anche il Diavolo,che fin dall'inzio tenta Jack senza riuscire ad ottenere il suo "favor"proprio come accade fin dall'infanzia a Cristo con il Diavolo.
    Il diavolo di Lost perde la sua partita non riuscendo a lasciare l'isola, stessa scena che nella Rivelazione di Giovanni viene descritta tra Cristo e il Diavolo.
    Tommaso è uno scettico ,ma faccio notare a quanti hanno frequentato distrattamente la bibbia, come me,che lo stesso Gesù è scettico e poco consapevole del ruolo che dovrà svolgere questo fino al battesimo,momento che segna il punto di svolta della sua vita.
    Anche Jack è totalmente inconsapevole del suo ruolo nell'isola ne prende consapevolezza solo dopo il battesimo quando capisce che dovrà sacrificarsi per tutti....
    Tommaso rappresenta un po' una metafora di quanti vogliono toccare con mano prima di credere ....e come tale viene citato!!!
    Ho una domanda per quanti come me in questi anni si sono spinti nelle polverole librerie alla ricerca dell'Ulisse di Joyce ecc...
    ma se avessero ragione i Simpson the end of lost it was all the dog's dreams????

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  20. La parodia dei Simpson è la messa in scena del fatto che se ponendosi dal punto di vista degli autori tutto torna (e ci mancherebbe pure altro!), dal punto di vista degli spettatori no. Funziona un po' come la critica gastronomica: il cuoco può esibire tutte le ragioni del mondo, ma poi è chi mangia a giudicare.

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  21. @Mitris: il fondamento di quello che ho detto sta nel dialogo, magistrale nella sua chiarezza, tra Jack e Christian. L'ALT si è rivelata essere un luogo post-mortem creato da tutti i Losties, non un semplice limbo in cui passivamente ci si ritrova. Quello che abbiamo visto è il LORO luogo, creato solo da parte dei superstiti del volo Oceanic 815, con qualche integrazione. Molti dei personaggi presenti sono, a loro volta, frutto della loro fantasia, necessari per risolvere conflitti che si erano trascinati in vita (su tutti il figlio di Jack).
    Lascia libertà d'interpretazione perchè lo stesso concetto di "andare oltre" ha molteplici letture, di certo non solo quella del Paradiso.

    Ecco il dialogo:

    Christian: Questo è un posto che avete creato insieme tutti voi in modo da potervi ritrovare. (I Fs)
    La parte più importante della tua vita è stata quella che hai trascorso con queste persone, è per questo che siete tutti qui. Nessuno ce la fa da solo, Jack. Hai avuto bisogno di tutti loro e loro hanno avuto bisogno di te.
    Jack: Per fare cosa?
    Christian: Per ricordare e per lasciarselo alle spalle.
    Jack: Kate ha detto che stiamo per andare via.
    Christian: No. Non è un andare via. E' un andare avanti.
    Jack: Per andare dove?
    Christian: Scopriamolo.

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