Fisica e filosofia nel serial televisivo LOST

mercoledì 15 aprile 2009

Smokey rings*

* Avrei preferito intitolare il post Smokey gets in your eyes, ma l'edizione online di Time mi ha battuto sul tempo. Di una settimana, in realtà. P.

Nonostante il fatto che ogni nuova puntata di Lost ci dia informazioni abbastanza precise sulla storia dell'Isola e sulla mitologia che fa da sfondo allo show, i misteri non cessano di accumularsi. Non si tratta più di misteri sui fatti, bensì sui criteri secondo i quali questi fatti avvengono. Abbiamo già visto come non sia affatto chiaro il perché alcuni passeggeri dell'Ajira 316 siano saltati, a seguito del flash che li ha investiti in volo, mentre altri (in particolare Sun, a tutti gli effetti una degli O6) siano atterrati e si aggirino in un'Isola sicuramente appartenente al futuro - se non altro rispetto al giro di ruota di Ben (il Risiko sul tavolo parla chiaro). Ora il dubbio ci assale - non tanto sulla funzione - quanto sulle ragioni del Fumo Nero, che condannò senza pietà alcuna Mister Eko, mostrandosi sotto le spoglie di suo fratello Yemi, mentre risparmia Ben, agli occhi del senso comune ben più colpevole del nigeriano, presentandosi con l'aspetto di Alex. Anche qui, probabilmente il criterio secondo cui Ben ha fatto tutto per il bene dell'Isola e dunque merita la salvezza è insufficiente, se non del tutto fuorviante. Ancora una volta, se usiamo il metro della dialettica Destino/Libero Arbitrio possiamo provare a capirci qualcosa in più: Mister Eko è fin da subito fideisticamente un uomo del destino, di fatto abbandonandosi - e cercando a più riprese di fare in modo che Locke si abbandoni - a ciò che era supposed to happen. Anche sull'Isola lascia che le cose accadano. Ma se l'Isola volesse invece un atteggiamento attivo da parte di chi la popola? Un atteggiamento come quello di Ben, che non uccide la Rousseau, ma soprattutto non uccide Alex, quando invece erano destinate a morire? Un Ben che paradossalmente sfida ancora il destino, credendo così di salvare nuovamente Alex, questa volta dal proiettile di Keamy. Se l'Isola - di cui Alpert parla, all'epoca della guarigione di Ben, come se fosse indistinguibile da Jacob - volesse che i suoi sfidino il destino, invece di abbracciarlo? Dopo tutto, la terra della seconda possibilità, il regno del possibile, il dominio del libero arbitrio questo vorrebbe: né uomini di scienza né uomini di fede, ma persone che scelgono. Anche Juliet e Kate lo hanno incontrato, il Fumo Nero: sono state scansionate e risparmiate. Perché? Solo perché sono essenziali, nel loro futuro, al passato dell'Isola, oppure - più profondamente - perché sono donne libere, che sceglieranno di salvare Ben bambino, nonostante il destino che lo riguarda e che loro già conoscono?
Tutto ciò, dando per scontato - come siamo stati abituati a fare - che l'Isola abbia una volontà propria, di cui il Fumo Nero è manifestazione. E trascurando il ruolo di Jacob, chiunque o qualunque cosa sia, e il suo nesso con l'Isola e con il Fumo, che parrebbe parlare da pari a pari con Anubi fin dalla notte dei tempi.
A proposito di Egitto, qualcuno ha osservato come la prima volta che abbiamo visto dei geroglifici sia stata quando il countdown della Stazione Cigno raggiunse lo zero nella puntata Lockdown. Ma il counter non è un manufatto della Dharma Initiative? I geroglifici non sono invece qualcosa di preesistente alla Dharma, di cui gli Altri sono i custodi? Perché questa commistione: nel tempo che intercorse tra l'Incidente (fine anni 70) e la Purge (1992), c'è stata qualche forma di collaborazione - clandestina o alla luce del Sole - tra gli Altri e la Dharma? Che c'entrino qualcosa i nostri Losties?
Vale ancora la pena di osservare come l'attenzione si sia spostata, anche tra i fans, dal come certe cose avvengano al perché avvengano in un certo modo piuttosto che in un altro. Questo non deve però farci perdere di vista il fatto che determinati fenomeni (gli skip, il giro di ruota, lo sfasamento temporale on/off-island) hanno un come, eccome se ce l'hanno, e che possiamo ancora cercare di capirlo e augurarci che ci venga spiegato adeguatamente. Faraday, dove sei?

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