Fisica e filosofia nel serial televisivo LOST

martedì 21 settembre 2010

The Event può essere l’erede di LOST?

Un aereo che parte e che viene obnubilato da quello che sembrerebbe un campo EM. Salti temporali nel sistema narrativo. L’ipotesi del complotto. Gli Altri. Un evento che pur riguardando un ristretto numero di persone sembra rimandare alle sorti dell’intera umanità. C’è chi sa - o sembra di sapere - e altri che non sanno - o sembra che non sappiano. La storia dei personaggi che s’intreccia nel presente e nel passato secondo la struttura del FB. Il telespettatore è chiamato all’evento e a parteciparne, secondo la logica, come scrisse F., del web 2.0. Per ora siamo tutti sullo stesso piano.


Può essere effettivamente inteso LOST come testo “canonico”, nel senso di imprescindibile, da un punto di vista mentale, per il cinema e la fiction, come si diceva una volta, d’avanguardia?


The Event può essere l’erede di LOST?


9 commenti:

  1. Il dibattito è aperto, la voglia di ripercorrere le orme di serie di successo è tanta (come abbiamo già dibattuto durante l'estate).
    Ora lasciamo tempo al tempo.
    Grazie Mitris.

    A proposito: Aldo Grasso sta scrivendo in questi giorni sulla sua rubrica quotidiana "A fil di rete", citando più volte Twin Peaks e i suoi tentativi (falliti) di "rievocazione"/ispirazione. Si torna sempre lì, ai confini col Canada...

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  2. La canonicità di Lost secondo me si palesa nel continuo tentativo di trovarne un erede, tanto che verrebbe da dire - agli incauti che azzardano previsioni sul successo di un serial in partenza - *Mai dire Lost*. Flashforward ha pagato cara l'eredità, spero non questo The Event che promette molto meglio. Credo però che una fruizione partecipativa come quella veicolata da Lost sia difficile da riottenere a così breve distanza di tempo dalla sua conclusione: salti di paradigma così avvengono una volta ogni venti anni (e infatti Twin Peaks è del 1990), fatta salva l'accelerazione - che avvicina sempre più le rivoluzioni successive - che alcuni intravedono all'approssimarsi della singolarità tecnologica. Sempre che questo concetto sia applicabile alla tv.
    F.

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  3. "Può essere effettivamente inteso LOST come testo “canonico”, nel senso di imprescindibile, da un punto di vista mentale, per il cinema e la fiction, come si diceva una volta, d’avanguardia?"

    per cinema e fiction, credo si debba aspettare.
    E, detto con tutta sincerità, spero che non lo sia.

    Nel campo della moda però sì. Ieri ho letto un "simpatico" trafiletto sull'allegato di un noto quotidiano milanese.

    Per introdurre il pezzo (viene rieditata una borsa) viene tirato in ballo Lost (insieme a Flashforward e Cold Case): "Gli amanti della fiction Usa lo sanno già: il viaggio tra passato e futuro è di gran moda"

    Di gran moda ... quando qualcosa diventa di gran moda, inevitabilmente viene copiato e riprodotto ... per poi arrivare al punto di saturazione. Arrivati a questo punto ... la moda passa e va.

    Devono passare decenni perchè un determinato prodotto, ripescato dagli archivi e rieditato, possa nuovamente aver successo. E non è detto che lo abbia ...

    Visto che ho tirato in ballo la moda, Twin Peaks è come una Kelly di Hermés. Unica, irripetibile, intramontabile. La Kelly la puoi tramandare di generazione in generazione ... non perderà mai il suo fascino e valore. Perchè non è assoggettata al concetto "è di moda". E' un unicum.

    Al momento, visti i vari tentativi che ammiccano agli elementi della serie, Lost rischia di fare la fine della Neverfull di Louis Vuitton.

    Diventata nel giro di brevissimo tempo un prodotto cult, è stata "scopiazzata e riprodotta" in tutte le salse. Tanto che girano più Neverfull "copie" che Neverfull originali. Fino ad arrivare alla saturazione. E così anche l'originale ha fatto la fine delle sue belle/brutte copie: ha stufato.

    E Lost, al contrario, meriterebbe di essere una Birkin di Hermés. Venuta anni dopo la leggendaria Kelly, anche la Birkin è diventata un simbolo ... senza tempo.

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  4. Uhm no, non credo sinceramente che The Event possa essere l'erede di Lost, nonostante le influenze siano innegabili...
    Ne ho scritto a lungo, sia del pilot che del secondo episodio, sottolineando anche il rischio di affiancare V - Visitors...
    complimenti per i contenuti del blog,
    a presto,
    Marco Michele
    CN

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  5. Linko qui un articolo di Antonio Dipollina sul tema The Event - Lost, è una stroncatura, anche se non ho ben capito perché dà per scontato che si tratti di alieni, e da qui il collegamento a V.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/30/the-event-uno-dei-danni-collaterali-prodotti.html

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  6. Scusatemi...parlo da attento ossrvatore e non da fan, ma mi sembra che " The Event" abbia copiato troppo palesemente gli elementi che hanno reso grande ed INIMITABILE "Lost"...Quindi The Event rimarrà sempre qualche gradino sotto LOST,che rappresenta un vero e prorio capolavoro

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  7. C'è anche un po di PRISON BREAK, in the EVENT.
    Ma sopratutto: ATTENDIAMO, E' prestissimo anche per poter ipotizzare le comparazioni

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  8. Dubito seriamente che possa essere l'erede di LOST.

    Troppa canna al fuoco, troppe cose gia viste e messe insieme: gli alieni, l'aereo, i dirottamenti, i poteri occulti, l'america, il presidente, i servizi segreti, i flashback.

    La storia è troppo fluida, tutto si chiarisce subito i colpi di scena non mancano ma sono scontati.

    In lost tutto era meraviglioso perchè l'isola faceva passare in secondo piano l'america e i suoi stereotipi. Il cast era internazionale così come le storie dei protagonisti. Nessun governo, nessuna c.i.a. niente f.b.i. niente alieni, solo mistero e isola.

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  9. La provocazione Lost-The Event stava proprio nel concetto di *eredità*. Forse avrei dovuto formularla così: "The Event è un erede di Lost?", sostituendo, fra l'altro, l'articolo determinativo con quello indeterminativo. Non sempre, infatti, gli eredi sono all'altezza dell'eredità stessa. Interessante è il riferimento alla moda, che potrebbe invece essere applicato nell'accezione di Simmel (La moda, 1895, Mondadori, 2001). In questo senso intendo Lost come *canonico*, un po' come i pantaloni o la minigonna, epocali, appunto.

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