Una guerra fratricida. E' quello a cui stiamo assistendo - meglio, partecipando - al di qua e al di là dello schermo, durante queste ultime puntate di Lost. Non è un caso infatti che proprio in occasione di Across the sea sia defintivamente esplosa la polemica che ha visto affrontarsi, con toni via via più accesi, i sostenitori di Lost e i suoi detrattori più o meno dell'ultima ora, lungo questa sesta e ultima stagione.
giovedì 13 maggio 2010
Sette contro Tebe
Una guerra fratricida. E' quello a cui stiamo assistendo - meglio, partecipando - al di qua e al di là dello schermo, durante queste ultime puntate di Lost. Non è un caso infatti che proprio in occasione di Across the sea sia defintivamente esplosa la polemica che ha visto affrontarsi, con toni via via più accesi, i sostenitori di Lost e i suoi detrattori più o meno dell'ultima ora, lungo questa sesta e ultima stagione.
giovedì 6 maggio 2010
History repeating
and the joke is rather sad,
and I'll see it again
yes I've seen it before
just little bits of history repeating
Ieri sera ho visto ripetersi la storia attraverso determinate combinazioni.
Partiamo dalle gabbie.
Il sottomarino, Locke, Jack e il C4.
Cercano di fuggire dall'isola e qualcuno viene colpito alla spalla sinistra.
Una bomba, una situazione sott'acqua e qualcuno che si sacrifica.
In precedenza il sacrificio era toccato in sorte a Charlie ed ora è il turno di Sayid. Però Sayid era già morto da tempo, era morto dentro. Sayid, come Michael in precedenza, sapendo di esser passato dalla parte sbagliata della barricata ... decide di farsi esplodere perchè altri possano salvarsi.
Lo straziante addio tra due persone legate da affetto.
Desmond e Charlie, legati da amicizia. Jin e Sun, legati da profondo amore. Abbiamo visto le loro mani - senza vita - fluttuare ... come abbiamo visto fluttuare - senza vita -Charlie.
Jin e una bomba.
Si era salvato dall'esplosione sulla Kahana. Qualcuno gli ripete di andarsene ma ... Jin però questa volta non andrà da nessuna parte. Jin, in questa combinazione, decide di morire insieme all'amata moglie. Anche in questo caso si sarebbe potuto salvare. Ma questa scelta avrebbe significato rivivere la perdita dell'amata moglie. Il destino di Sun, comunque, era segnato. Lo aveva detto Charlotte, ricordate? Disse a Jin "Don't let them bring her back, this place is death" . Charlotte aveva visto il futuro? Quindi il Kwon, candidato, da proteggere era Jin in quanto il destino di Sun era segnato?
Ci sarebbe tanto altro da dire, tante altre combinazioni da analizzare (ad esempio Locke e Jack flashsideways) ma ... questo episodio mortale mi ha confusa ... è l'isola che ha finito con loro oppure sono loro ad aver finito con l'isola? E, soprattutto, cosa devo aspettarmi di rivedere?
giovedì 22 aprile 2010
Lost horizon
Durante il percorso abbiamo incontrato più di una siepe "che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude" . Stiamo per oltrepassare l'ultima siepe.
Il pilota è stato sostituito all'ultimo momento. Ma questo i passeggeri non lo sanno. Sono convinti di volare verso una direzione ed invece vanno verso un'altra. L'aereo si spezza, in volo, e i passeggeri atterrano in un'area apparentemente inesplorata. Inspiegabilmente certe regole, del mondo ai quali i passeggeri sono abituati, non valgono in questo luogo. Tra di loro c'è anche una donna malata, molto malata. In questo luogo il suo male è andato via. Inizialmente i passaggeri desiderano ritornare alla civiltà ma, in qualcuno, comincia a prendere vita il desiderio di rimanere in questo luogo misterioso.
In questa isola, estranea al mondo, vivono da tempo alcune persone. Descrivono la loro società come un oasi di felicità. Una sorta di Shambhala. A capo di questa società c'è un misterioso uomo. Vive in questo luogo da moltissimo tempo. Ne è il custode, il suo compito è quello di preservare l'integrità di questa isola felice. Ma sente che si sta avvicinando la sua fine. Deve trovare qualcuno che continui la sua opera. Ha bisogno di un sostituto. Questo misterioso uomo rivelerà, in seguito, che l'areo non è caduto casualmente in quel luogo. Non è stato un incidente. Tutto era stato pianificato perchè, il misterioso uomo, potesse - tra i passaggeri dell'aereo - trovare un degno sostituto. Tra i vari candidati il misterioso uomo individua il suo sostituto. Ma il cosiddetto sostituto non sembra comprendere l'importanza di quel ruolo. Alcuni sostengono che tutta questa faccenda, "il proteggere" questo luogo, sia una bugia, una storia senza senso. E così alcuni, compreso colui che in teoria dovrebbe essere il primo a voler restare, se ne vanno. Non è stato facile allontanarsi da quel luogo e, contrariamente a quanto ipotizzato, la vita fuori da quel luogo non è affatto bella. Anzi. Qualcuno tra di loro si convincerà del fatto che, per porre fine a questo incubo, la miglior via sia quella del suicidio. Poi arriva il ravvedimento. E colui che in principio non aveva voluto credere all'importanza di quell'isola felice, decide che deve assolutamente tornare indietro. Non sarà facile tornare indietro. Vedremo scintillare i suoi occhi quando rivedrà all'orizzonte quel luogo ... deciderà finalmente di accettare il suo ruolo?
Frank Capra non lo rivela. Fine della storia. Lascia aperto il finale. Spetterà al pubblico decidere. Sì, fine della storia ... perchè la storia che vi ho appena raccontato è la trama di Lost Horizon, un film tratto da un omonimo romanzo. E' del 1937, la regia è appunto di Frank Capra.
Più volte abbiamo definito, Lost, mito contemporaneo. Il mito "è dunque sempre il racconto di una "creazione": si narra come qualcosa è stato prodotto, come ha cominciato a essere" .
Ma, come spesso accade, troviamo miti simili in differenti culture. La differenza risiede nella narrazione. Così anche in Lost. La narrazione degli eventi, durante queste stagioni, ha ricordato - a molti di noi - letture, film, racconti già esplorati. Prendiamo ad esempio le recenti vicissitudini, isolane, di Desmond. Quelle legate al pozzo. Il pozzo che molti conoscono è quello legato alla leggenda di San Patrizio. Una leggenda famosa e molto conosciuta. Si parla di un pozzo, profondissimo, al termine del quale vi sarebbero state delle porte su un altro mondo. La leggenda narra che questo pozzo fosse situato su una piccola isola.
Quindi, in teoria, nihil novi sub sole. Ma non è così. L'utilizzo di un determinato elemento, già noto, fornisce allo spettatore (attento) una ulteriore chiave interpretativa. Instilla nello spettatore un dubbio, il dubbio che quel dato elemento sottintenda molto di più.
Sempre in tema di pozzo, questo elemento richiama alla mente anche il racconto "Il pozzo e il pendolo" di Edgar Allan Poe. Desmond appare, per alcuni tratti, come il protagonista del sopracitato racconto. Per sfuggire alla sorte che un pendolo vorrebbe presentargli, finirà all'interno di un pozzo. Sembra una fine ma, in realtà, il precipitare dentro al pozzo si rivelerà essere la salvezza. Così almeno accade nel racconto. Stessa sorte di salvezza anche per Desmond? Lo vedremo prossimamente ma credo che la risposta sia: sì.
Anche in questo caso niente di nuovo sotto il sole ma ... comprendiamo, tramite l'elemento conosciuto (il racconto), che il pendolo e il pozzo in realtà rappresentano un passaggio obbligato per la salvezza di tutto quanto sia caro a Desmond.
Per quale motivo ho voluto raccontarvi tutto ciò? Perchè questo è ciò che Lost mi ha dato in questi anni. Tante, innumerevoli scatole cinesi da aprire, sapendo che - di volta in volta - avrei trovato sempre una scatola più piccola ... sì piccola ma così carica di preziose informazioni! Perchè la narrazione è sempre stata doppia. Storia dentro la storia. Anche le più piccole informazioni, (livello basso), erano necessarie per comprendere l'intera storia cornice (livello alto) che le racchiudeva.
Here we go. Ci siamo. Stiamo per vedere l'orizzonte. Le poche puntate che ci separano da questa vista saranno per me ... un sofferto e lunghissimo addio ...
giovedì 15 aprile 2010
Soltanto un bambino
Non sembra però che questi due gruppi rappresentino una reale preoccupazione per il male incarnato. Le sue mosse, calcolate al dettaglio, insinuano le loro trame fra gli uni e gli altri rivali senza indugio, e senza errore.
C'è invece un solo individuo che fLocke sembra temere davvero: il misterioso bambino biondo, il più recente dei "misteri" dell'Isola, forse fra gli ultimi che avranno una risposta.
Sul bambino c'è una certezza: le due apparizioni riguardano lo stesso ragazzino - vestito uguale, stesso taglio degli occhi, stessa espressione del viso, stessi colori, tranne che per i capelli, un po' più scuri nella seconda occasione. In questa circostanza, il bambino però è anche cresciuto (questo può giustificare il colore meno chiaro). Sono passate poche ore, eppure sembra già invecchiato di qualche anno. E, in entrambi i casi, fLocke fugge da lui come se avesse visto il più pericoloso dei nemici.
Si potrebbe pensare che si tratti dell'incarnazione dell'Isola: certo, non ci sono prove che smentiscano questa ipotesi. Un terzo elemento giudicante, arbitro del conflitto, che prende forma corporea e regola il confronto, controlla l'andamento dello scontro, ammonisce un giocatore scorretto. E finalmente, così, verrebbe fuori sotto forma antropomorfa questa benedetta Isola, che finora tanto è stata considerata come un essere senziente, con volontà, giudizio, scelta, decisionalità.
Oppure, potrebbe trattarsi semplicemente di Jacob. Il suo rivale, si è visto, in forma umana non può essere ucciso, non sanguina nemmeno. Forse perché già è la morte, la distruzione - il fuoco. Non avrebbe senso che venisse ucciso.
E Jacob? Una sorta di divinità, di certo potente almeno quanto la sua nemesi, può morire così facilmente? Strano. Forse può morire, sì, ma per rigenerarsi. Lui al contrario rappresenta la nascita, la continuità della vita, la trasformazione - l'acqua. Molto più credibile, dunque, che il suo corpo, morto, rinasca immediatamente.
E perché non dovrebbe essere proprio quel bambino, tanto somigliante a Jacob nei colori, nei lineamenti, nell'espressione seria e solenne, serafica e severa?
Non sarebbe in fondo così inverosimile: Jacob è morto da qualche giorno, secondo il tempo scandito dal giorno e dalla notte. Ma sappiamo che, sull'isola, lo scorrere del tempo segue delle irregolarità inspiegabili. Tanto più se pensiamo, in questo caso, a una sorta di dio che abbiamo visto non invecchiare mai, per secoli. Se nel giro di 24 ore il bambino è cresciuto così vistosamente, non è poi difficile credere che nelle ore precedenti, a partire dalla pugnalata di Ben, sia rinato, dalle proprie stesse ceneri, o generato dall'isola stessa, un nuovo Jacob, e stia crescendo ad una velocità (per noi) vertiginosa.
E così si spiegherebbero i timori di fLocke, che ogni volta entra in ansia quando vede quel bambino: al momento ha la strada spianata, ma non per molto ancora. Il suo tempo è un conto alla rovescia, perché il bambino sta tornando adulto, e quando riprenderà la sua forma matura, il gioco non sarà più così a senso unico per l'antica nemesi di Jacob. Non è un caso che fLocke, nelle prime battute del suo piano, invogliava James & Co. a sbrigarsi per guadagnare vantaggio, senza poi chiarire su chi o su cosa. Non è un caso che dica a Desmond di ignorare il bambino, per non perder tempo, per non lasciarlo parlare, per non sentirsi dire cosa possa e cosa non possa fare.
Che quel bambino sia Jacob o l'incarnazione dell'Isola, va notato un altro particolare: la prima apparizione, non viene vista da Richard, ma viene vista da James. Strano. La seconda, viene vista da Desmond senza problemi. Cosa significa? Dei primi due presenti, sappiamo che James è un candidato, e Richard no. Che il bambino sia visibile solo ai candidati? Fosse così, avremmo una prova che anche Desmond è un candidato, forse proprio quel misterioso Wallace. Fosse così, avremmo pure un indizio in più per credere che quel bambino sia proprio Jacob che ritorna. Ciclicamente. Perché tutto finirà una volta sola.
mercoledì 7 aprile 2010
The meaning of life is She
"... Arrivi tu, la mente torna, il cuore mio quasi si ferma e intorno a me lo spazio immenso che persino io non ho più senso. Arrivi tu, il mondo è acceso ... "
E' "l'amor che move" tutta la puntata.
L' Amore, quello con la A maiuscola, è la chiave che apre la porta del ricordo, la ruota che aziona il meccanismo del riconoscimento, il faro che guida la nave durante la tempesta della memoria.
E' l'Amore a far aprire l'occhio. Aprire quell'occhio significa prendere coscienza.
E c'è Lei. Lei, l'amore troppo atteso che torna come un'ombra dal passato.
The meaning of life is She.
Per Charlie, per Daniel, per Desmond.
Quando c'è Lei il mondo è acceso, è luce, è bianco. Quando Lei non c'è il mondo è spento, è buio, è nero.
E poi c'è l'altra Lei. CoLei che tutto vede, tutto sa e tutto sembrerebbe dominare. Cui prodest?
L'altra Lei, la portavoce del "course correcting".
La presa di coscienza di Desmond è l'inizio di un "course correcting"?
Non ci son più, per Desmond, esitazioni ... c'è un mondo che ormai lo aspetta ...
P.S. PopCorn ... il tuo commento, al precedente post, è servito da fonte d'ispirazione! grazie!
Topi che costruiscono da sé il labirinto da cui si propongono di uscire
Per aprire questo intervento ho utilizzato la frase di un famoso scrittore, Raymond Queneau. Quenau, insieme al matematico François Le Lionnais, fondò il movimento letterario OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle. In Italia, Calvino ne diventò adepto). Con littérature potentielle deve intendersi la "ricerca di nuove strutture e schemi che possano essere usati dagli scrittori nella maniera che preferiscono"
I topi, citati nel titolo di questo intervento, sono gli autori (scrittori). Autori che si prefiggono di uscire dal tracciato della narrazione classica, e per poterlo fare si addentrano in un labirinto narrativo. Semplificando, costruire una narrazione alternativa. D'avanguardia.
In tal senso, il Gatto e la Volpe, sono molto oulipiani.
Hanno stravolto le classiche regole della narrazione seriale e, come i topi di Queneau, hanno costruito un labrinto narrativo estremamente affascinante. Narrazione fondata sulla combinazione di più elementi. Narrativa combinatoria.
giovedì 1 aprile 2010
Saving the world
Che Widmore stia tentando di rimettere Desmond al suo "vecchio posto di lavoro"?
E' l'elettromagnetismo ad imprigionare Nemesi? L'isola si comporta come una gabbia, isola il contenuto dal mondo e il mondo dal contenuto?
Abbiamo conosciuto due (in verità tre) di questi addetti: Kelvin Inman e Desmond (il terzo è Radzinsky. Il "grande progettista," viene messo a premere un bottone per aver commesso l'errore di non fermare la perforazione della sacca?).
Inman dice a Desmond che premendo quel bottone stanno salvando il mondo.
Eko cerca di osteggiarlo in tutti i modi (e guarda caso Eko verrà ucciso dal Fumo Nero. Eko non si è schierato con lui?)
Desmond stava veramente salvando il mondo!
Questo, secondo me, è stato il primo flashforward visto (anche se oggi ... qualcuno mi ha messo una pulce nell'orecchio ... primo flashsideways?). Dopo aver visto Desmond portato forzatamente, da Widmore, sull'isola, mi son detta ... ecco ci siamo! Penny cercherà Desmond e cercherà l'isola ... come? attraverso il monitoraggio di anomalie elettromagnetiche! Credo che rivedremo quella famosa scena!
