The variable è un episodio decisivo non tanto per le agnizioni più o meno previste tra Daniel Faraday, Eloise Hawking e Charles Widmore, non solo per aver chiarito qualche scena che attendeva collocazione (Daniel nel cantiere dell'Orchidea, oppure in lacrime davanti al notiziario del ritrovamento del finto relitto dell'815), quanto e soprattutto per lo scambio di battute tra Faraday stesso e Jack, in cui viene ipotizzato cosa succederebbe se la Stazione Cigno non venisse mai costruita, cosa che Faraday vorrebbe riuscire ad ottenere quello stesso pomeriggio: If I can, then that hatch will never be built, and your plane... your plane will land, just like it's supposed to, in Los Angeles.
La frase assume i contorni della rivelazione mitologica, se solo pensiamo a quello che sta per avvenire, qualcosa che ha sempre di più l'aspetto di una guerra tra le forze del destino e del libero arbitrio - da qualcuno di noi, ça va sans dire, intravista già un anno fa. Poco importa che il dubbio programma di Faraday venga impietosamente interrotto, come è sempre stato, da sua madre: la battaglia sta per iniziare e si svolgerà su più piani temporali, almeno i due (thirty years earlier/after) sui quali ci siamo abituati a seguire le vicende di questa stagione. Due piani che siamo sempre più convinti dovranno comunicare direttamente fra loro, come nel filmato del Dottor Pierre Chang (o come nel racconto Il mercante e il portale dell'alchimista, premio Nebula e Hugo 2008, pubblicato su Robot n. 55, il cui autore porta un nome che pare conferma indiretta della teoria, Ted Chiang).
Un ruolo importante - probabilmente il vero ruolo di variabile, checché ne pensi il povero Daniel - lo giocherà Desmond, a cambiare qualcosa tra il 1977 e il 2007, che renda incerte le sorti della disputa. E che renda le scene dell'imbarco dei nostri sul volo Oceanic 815 un finale aperto per l'intera serie. Qui vogliamo arrivare: gli autori sostengono da sempre (lo hanno fatto anche in un recente podcast) che sanno già quale sarà la scena finale di Lost, sebbene non abbiano già sceneggiato l'episodio finale. Ora, se a questo aggiungiamo la nozione - risaputa - che il titolo originale della serie doveva essere The Circle, e se diamo per scontato che una scena finale coincidente con l'apertura dell'occhio di Jack sarebbe troppo banale, ci resta un'ipotesi quantomai lineare: l'ultima scena di Lost sarà quella dell'imbarco dei passeggeri del volo Oceanic 815, ma con lo spettatore che non sa se siano destinati a schiantarsi sull'Isola o ad atterrare serenamente a Los Angeles. Tutto ciò, in virtù degli avvenimenti della sesta stagione, che opereranno presumibilmente cambiamenti nel passato, ma senza che vi sia la certezza della vittoria dell'una o dell'altra parte - incertezza che si ripercuote logicamente sul destino del volo 815.
Perché affrettarsi a postare questa teoria, in luogo di un'analisi dell'episodio? Perché cedere ancora alla tentazione della speculazione estrema? Non è per poter dire, poi, c'eravamo arrivati prima noi! Non è per evitare plagi, attribuendo una data certa alle proprie idee. E' perché queste idee, che raramente sono esclusivamente personali e più spesso comunitarie, nella loro ricchezza e profondità, nel brivido che danno a enunciarle e discuterle e commentarle, quale che si riveli la loro fondatezza, possano non andare del tutto perdute nel tempo, come lacrime nella pioggia.